
L'opinione del giallista Massimo Carlotto.
Fidarsi è bene... Massimo Carlotto è l'autore, con Francesco Abate, di un romanzo ('Mi fido di te', edizioni Einaudi) uscito poco più di un mese fa e ambientato nel pianeta della sofisticazione alimentare. Il protagonista, Gigi Vianello, possiede un ristorante dove vende per buoni alimenti contraffatti e rimpinzati di sostanze cancerogene. "La realtà supera sempre la fantasia?", abbiamo chiesto all'autore. "Ormai la sofisticazione alimentare sta dilagando - ci ha risposto - e gli Stati Uniti tendono a proteggersi molto di più dell'Europa. Le leggi europee, pilotate da interessi molto precisi, stanno facendo diventare il nostro continente la pattumiera degli Ogm meno riusciti e più nocivi. Da noi non arrivano solo quelli cinesi, ma anche quelli americani. La legislazione è fatiscente, i sofisticatori rischiano pochissimo, ma è l'intero sistema alimentare moderno che è basato su una truffa di fondo, cioè la cattiva qualità del cibo che noi mangiamo e che produce sempre di più tumori e malattie cardiovascolari". E' un discorso che va affrontato all'origine o all'arrivo delle merci incriminate? "Va affrontato in entrambi i casi. Noi non teniamo conto che i cibi sono composti da molte sostanze, e che parte di queste sono assolutamente nocive. Va rivisto il sistema di controllo che noi applichiamo, soprattutto nelle grandi catene. Le multinazionali del settore alimentare spendono 20 miliardi di dollari all'anno per inventarsi nuovi colori e nuovi sapori, tutti chimici. Il problema è che affrontare oggi un discorso di tutela della salute dei cittadini in maniera radicale non solo deve partire da leggi che impediscano e puniscano le sofisticazioni alimentari, ma deve comprendere la messa in discussione di un intero sistema". Da cosa è partita la sua inchiesta sugli alimenti adulterati? "Dal fatto che per due anni ho dato al mio bambino di 4 anni un prodotto a base di pappa reale che doveva essere interamente italiano, e che invece era cinese e conteneva un antibiotico considerato nocivo. Il prodotto è stato ritirato dal mercato. Non capivo perché il bambino non si ammalava mai. Per forza, era pieno di antibiotici...".
fonte: http://www.peacereporter.net
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