Il vaccino antinfluenzale funziona davvero?

Fino a che punto il vaccino contro l’influenza, per il quale ogni autunno si mobilitano i mass media, mette al riparo dalla minaccia ricorrente di finire a letto con la febbre? Il vaccino antinfluenzale è un esempio emblematico della comunicazione imperfetta tra ricerca scientifica e pratica medica, sostiene Tom Jefferson, medico epidemiologo, autore del saggio Attenti alle bufale (Il Pensiero scientifico) e curatore dell’omonimo sito. “Il vaccino ci immunizza da certi virus contro cui è mirato che si presuppone circoleranno; ma non ci protegge dalla miriade di agenti infettivi, circa 300, responsabili delle sindromi influenzali che rappresentano di gran lunga la fetta più grande” considera Jefferson. “Agitare lo spauracchio della pandemia influenzale, giocando sull’equivoco che vaccinandosi ci si protegge da tutti i virus dell’influenza, serve solo a vendere più vaccini. Ed è grave che siano enti pubblici a fare previsioni azzardate e a gonfiare i consumi di vaccini in un palese conflitto di interessi”.
Una reinterpretazione della epidemiologia negli anziani (The Lancet - Vol. 370, 6 ottobre 2007) dimostrerebbe che non ci sono evidenze che il vaccino eviti morti negli anziani. E da sei mesi a due anni il vaccino antinfluenzale equivale a un placebo. Dopo, con l’aumentare dell’età, aumenta di efficacia ma non incide sul numero dei casi, su complicanze e trasmissione. Insomma, la campagna vaccinale, sostiene Jefferson, non si basa su evidenze scientifiche, c’entrano piuttosto il mercato, l’industria che li produce, e i governi. Perché gli esperti si prestano a far circolare messaggi fuorvianti? “Dietro ogni bufala ci sono cattivi maestri, persone che impartiscono cattive lezioni selezionando o deformando le informazioni disponibili. O semplificando artificialmente i messaggi” scrive Vittorio Demicheli nella prefazione al libro. “Alcuni di questi cattivi maestri agiscono per puro interesse economico, altri per mantenere la propria fama e la propria capacità di influenzare le decisioni. Altre volte per pura e semplice presunzione”.
Il vaccino antinfluenzale, secondo Jefferson, è un esempio di come i conflitti di interesse occulti riguardino istituzioni che prendono decisioni senza tener conto di ogni evidenza contraria. A chi non padroneggia il metodo scientifico Jefferson fornisce nel suo agile saggio gli strumenti utili per evitare le trappole della disinformazione: come si valuta un editoriale o un articolo originale, come si leggono le tabelle, come si individua un conflitto di interessi o si soppesa una pubblicità farmaceutica. Il repertorio dei trucchi di cui gli esperti si servono per non essere smascherati è insospettabile.

fonte: blog.panorama.it

1 commento:

Francesca F.Salute ha detto...

Ciao, cercavo anch'io di districarmi tra informazioni parziali o poco chiare, alla fine credo di aver trovato un paio di articoli che ben spiegano tutta la questione: questo parla di cos'è effettivamente il vaccino (in particolare quello prodotto quest'anno - http://www.malattievirali.it/malattie-virali/influenza/vaccino-antinfluenzale/2-il-vaccino-antinfluenzale ) e il secondo spiega bene in quali casi il vaccino può essere poco efficace o addirittura dannoso: http://www.malattievirali.it/malattie-virali/influenza/vaccino-antinfluenzale/18-quanti-dubbi-riguardo-al-vaccino

 
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