La NASA profetizza 'mari più alti di 7 metri'

È chiamato il "padre del riscaldamento climatico". E in effetti finora James Hansen, 68 anni di cui 28 spesi alla guida del Goddard Institute for Space Studies della Nasa, le ha indovinate tutte. Nel 1981 scrisse che il decennio successivo avrebbe segnato un picco di caldo e la previsione si avverò. Poi, all'inizio dei Novanta, disse che il primo decennio del nuovo secolo avrebbe battuto il record precedente e anche stavolta i fatti gli diedero ragione. Speriamo che adesso si sbagli perché lo scenario che disegna è da incubo: un aumento del livello dei mari di sette metri a fine secolo. Possibile?

"Non solo possibile", risponde al telefono Hansen, che nelle prossime settimane verrà in Italia invitato dal Wwf, "ma molto probabile se ci comporteremo come ha fatto l'umanità in un film appena uscito, The age of stupid: la trama è ambientata in un futuro dal clima sconvolto e si ricostruiscono le mosse dell'umanità all'inizio del ventunesimo secolo, quando ci sarebbe stato ancora il tempo per fermare la catastrofe ma nessuno agì. Noi ora viviamo quel momento, il momento in cui possiamo scegliere: imboccare la strada che ci consente di frenare il riscaldamento climatico o prendere la via che ci trascina verso un mondo simile al Pleistocene, quando il livello dei mari era più alto di 25 metri".

Eppure l'Ipcc, la task force degli scienziati Onu, parla di una crescita degli oceani di circa mezzo metro.
"Perché prende in considerazione, e lo precisa, solo alcuni fattori, come la dilatazione termica dell'acqua per l'aumento della temperatura. L'elemento cruciale, la deglaciazione, non viene conteggiato per una ragione molto semplice: il modello non riesce a calcolarlo in modo affidabile e, nel dubbio, il dato viene omesso".

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